Sono le nove di sera e sei ancora seduta davanti al portatile acceso. Ti sei detta “finisco quest’ultima cosa” tre ore fa, ma poi è arrivata una mail alla quale non sei riuscita a non rispondere e una telefonata anticipata da un messaggio su Whatsapp: “Hai due minuti? Devo chiederti una cosa veloce.”
Fuori è buio da un pezzo e hai cenato davanti allo schermo (o forse non hai cenato affatto). Domani è sabato ma non cambierà granché: tanto lo sai che accenderai di nuovo il computer per finire un altro paio di cose.
Se ti sei ritrovata in questa narrazione, prova a rispondere a questa domanda: quando è stata l’ultima volta in cui non hai lavorato per un giorno intero?
Se la risposta è “troppo tempo fa” oppure addirittura “non mi ricordo”, questo articolo fa per te.
Da freelance lo so benissimo: quando lavori in proprio, tendi a lavorare sempre. Non ti concedi pause, sfrutti ogni momento buono per portare avanti un progetto. E questo accade perché nessuno ti dice quando smettere. Non c’è un cartellino da timbrare o una collega che inizia a chiudere tutto quando è il momento. Ci sei solo tu e la tua lista infinita di cose da fare.
Ma c’è una cosa importante che voglio dirti: fermarsi non è una perdita di tempo, né un segnale di pigrizia o disimpegno. È l’esatto contrario. E in questo articolo ti spiego perché.
La trappola del lavorare da sole
Fammi indovinare: hai iniziato a lavorare in proprio attirata anche dalla libertà di non avere orari, ma sei finita per averne meno di prima.
Credimi, ti capisco. È un problema che ho affrontato anche io e che, ogni tanto, nei periodi più pieni, mi ritrovo ad affrontare ancora.
Il fatto è che nel lavoro da dipendente hai dei confini già tracciati, mentre nel lavoro in proprio quei confini devi costruirteli da sola: cosa ancora più complicata se lavori da casa, con la possibilità di raggiungere la tua postazione in qualsiasi momento. Quando è così, anche in un giorno che dovrebbe essere dedicato alla pausa finisci per accendere il pc per fare “un paio di cose, così mi porto avanti”.
Che dire, poi, della voce della scarsità che si insinua nella tua testa quando meno te lo aspetti, dicendoti che se ti fermi resti indietro e che il riposo è un lusso che ti potrai concedere “quando le cose andranno meglio”. Sono sicura che l’hai sentita almeno una volta e che stai ancora aspettando che le cose vadano abbastanza bene da concederti di fermarti.
Suggestionata da queste voci, finisci per vivere ogni pausa con un forte senso di colpa, come una concessione che ti strappi a fatica e di cui poi ti penti. Ma la verità è che queste voci nascono dalla paura e non portano niente di buono. E per zittirle del tutto devi ribaltare l’idea che fermarsi significhi smettere di lavorare.
La pausa non è assenza di lavoro
So che può sembrare un controsenso, ma molte volte la nostra mente lavora di più e meglio proprio nei momenti di pausa.
Ti è mai successo di trovare la soluzione ad un problema di lavoro mentre ti rilassavi sotto la doccia? O di avere un’idea geniale durante una passeggiata, mentre pensavi a tutt’altro?
È proprio così: la mente continua a elaborare anche quando la “lasci andare” e spesso trova le soluzioni migliori proprio nel vuoto.
Questo funziona ancora di più se svolgi un lavoro in cui la cura e l’ascolto sono fondamentali. Nel mio caso, per esempio, le ore trascorse davanti al computer sono solo una parte di ciò che serve per creare un sito Essenza. L’altra parte nasce e cresce soprattutto nei momenti in cui lascio decantare ciò che una cliente mi ha raccontato. Ecco, quindi, che il più delle volte le intuizioni sul progetto affiorano mentre sto facendo tutt’altro.
Se riempissi ogni momento della mia giornata di task, non avrei più spazio per quel tipo di ascolto. E finirei per creare un sito anonimo, privo di quella scintilla e di quell’unicità con cui amo rivestire i miei progetti.
La verità che facciamo sempre fatica a vedere è che fermarsi non significa togliere tempo al lavoro, ma, al contrario, permetterci di inserire nel nostro lavoro la qualità, la creatività e l’unicità che merita.
Impariamo dalle stagioni
La natura ci insegna chiaramente che non si può fiorire tutto l’anno e che anche i momenti di pausa hanno la loro ragione d’essere. La quiete dell’inverno non è abbandono o perdita di tempo, ma preparazione e attesa.
Anche il tuo lavoro ha i suoi cicli stagionali. Ci sono sicuramente periodi intensi in cui, piena di energia, ti capita di seguire decine di progetti contemporaneamente, e altri momenti più lenti, in cui il tuo corpo ti chiede di essere più ricettiva che produttiva. Non puoi chiederti di mantenere lo stesso livello di energia tutto l’anno: sarebbe come chiedere ad un giardino di fiorire anche a gennaio.
Impara a riconoscere la stagione che stai attraversando e concediti di rispettarla: vivrai il tuo lavoro in modo completamente diverso, più positivo e sereno, e smetterai di leggere il bisogno di riposo come un fallimento, ma come una fase necessaria di un ciclo.
C’è un tempo per costruire e un tempo per fermarsi. L’uno non può esistere senza l’altro.
Concediti il diritto di fermarti
Ma come si fa, in pratica, a fermarsi davvero senza sensi di colpa?
Purtroppo o per fortuna non esiste una formula universale, perché tutte siamo diverse e ciò che funziona per me potrebbe non funzionare per te. Tuttavia posso consigliarti delle azioni che compio anche io, sperando tu possa trovare la tua misura.
Prima di tutto datti dei confini rigidi e imponiti di non superarli, ad esempio:
- fissare un orario fisso e insindacabile nel quale spegni il pc (e deve rimanere spento fino al giorno dopo);
- stabilire un giorno a settimana in cui non lavori (e no, sbirciare le mail non vale);
- non rispondere ai messaggi inviati al di fuori dell’orario di lavoro (se puoi spegni direttamente il telefono);
- non portare il lavoro con te quando vai in vacanza (se puoi, lascia direttamente a casa il portatile).
All’inizio potrebbe sembrarti impossibile stare alle regole e potresti cadere in tentazione più di una volta, ma va bene così: l’importante è riprovarci e resistere ogni volta di più. Puoi valutare anche di farti aiutare da alcuni strumenti che bloccano l’accesso a determinate applicazioni in orari specifici, se può esserti utile.
In secondo luogo, devi allenare la tua mente a smettere di considerare il riposo come una ricompensa da meritare: considerala come una necessità. Non devi fermarti quando hai finito tutto (non accadrà mai), ma devi fermarti per scelta, perché il riposo fa parte del tuo lavoro. Mettilo in agenda come qualsiasi altro impegno lavorativo. E quando la voce della scarsità tornerà a sussurrarti che stai sbagliando e ti stai concedendo troppo, chiediti: “cosa accade se adesso, che sento il bisogno di fermarmi, non mi fermo?”
Se ti fermi non abbandoni il tuo business
Quando lavori in proprio come freelance o solopreneurs, tu non hai un business: tu sei il tuo business. La tua mente, la tua creatività, la tua personalità, il tuo spirito fanno parte a modo loro degli strumenti con cui lavori. Continuare a spingere oltre il limite non ti rende più produttiva, al contrario, ti rende solo più stanca. E una persona esausta non può svolgere il suo lavoro al meglio delle sue capacità. Per questo è importante che tu ti prenda cura di te stessa, per lavorare bene, per garantire alle tue clienti dei risultati di qualità, ma soprattutto per stare bene.
Datti il permesso di fermarti. Te lo devi. E se vuoi continuare a ricevere riflessioni come questa, oltre che sul mio lavoro di web designer, ti aspetto nella newsletter: il mio canale riservato dove ci ritroviamo periodicamente, lontano dal rumore dei social.
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